L'amico
Seconda Parte





Come vi avevo detto, seguii mia moglie dopo quellŽincontro, ma lei non fece niente di anormale, anzi. Allora seguii anche Marco, ma idem.
Quella volta rimase l'unica.
Col passare degli anni, i miei desideri sessuali si svilupparono a dismisura, e guardai con altri occhi a quello che era successo, ora avrei voluto che la cosa si ripetesse, magari con le dovute variazioni. Non eŽ che il sesso mi mancasse, ne facevo molto anche fuori dal matrimonio, avevo provato a farlo con due donne, con due uomini ed una donna, insomma avevo scalato la vetta dellŽeros, ma mia moglie era un capitolo ancora tutto da scoprire.
Le cose con lei proseguivano lentissime e niente di trasgressivo... ad esempio un giorno affittai una video hard, e la sera mentre guardavamo la tele lo avviai senza dirglielo, lei mi guardoŽ poi si mise a vederlo anche lei, dopo poco minuti tirai fuori il mio cazzo giaŽ duro e lei per tutta risposta con la faccia schifata se ne andoŽ in camera, dicendo che di quelle cose lei non aveva bisogno.
Passarono ulteriori anni, sempre in monotonia.
Un giorno eravamo in casa io a guardare la tele sul divano e lei era andata in bagno, poco dopo mi alzai percheŽ anche io avevo la necessità, ma nel bagno principale ancora cŽera lei.
Mi abbassai e guardai curioso dal buco della serratura che dava davanti al water, lei vi era seduta e stava leggendo, niente di speciale lo faccio sempre anche io, ma con una mano reggeva il libro e lŽaltra le spariva tra le gambe.
Ho sperato che si stesse masturbando, infatti poco dopo lascioŽ cadere il braccio con il libro sul fianco, appoggioŽ la testa indietro e vidi perfettamente che si stava sgrillettando, poi non resistendo allŽorgasmo che sopraggiungeva fece per alzarsi e io per non farmi scoprire me ne ritornai a vedere la tele.
Ma appena lei uscì per andare a fare spesa, presi il suo libro e cercai il segno di dove era arrivata ed andai a ritroso, il capitolo parlava di una donna bendata che pensava di fare allŽamore con suo marito ed invece entrava in gioco anche un terzo, era raccontato benissimo , tanto che anche io mi masturbai un poŽ per il racconto ma moltissimo con il pensiero a quello che avevo visto ed i possibili sviluppi. Provai quindi ad accennare qualcosa durante le nostre scopate, ma ottenni poco o niente, addirittura mi diede del maniaco, quando gli parlai di una eventuale anche se remota possibilitaŽ di aggiungere un'altra presenza nel nostro rapporto.
Ero deluso ma deciso di andare fino in fondo.
Mi ricordai di quello che era successo con Marco, quindi selezionai uno dei tanti annunci erotici di single disposti a prestazioni erotiche, ce ne erano a centinaia, quindi mi misi in contatto con una persona di Roma, sulla trentina, prima con lettere poi con il telefono... mi mandoŽ la sua foto del volto ed anche del suo cazzo.
Infine dopo una certa confidenza che si era instaurata, gli chiesi di corteggiare telefonicamente mia moglie.
Gli diedi il numero e gli orari in cui la poteva trovare sola, e poi gli dissi impaziente di cominciare.
AllŽinizio le cose non andarono per niente bene, si vede che il romano non aveva la stessa abilitaŽ di Marco, arrivammo quasi ad abbandonare tutto in quanto lui si era stufato del fatto che mia moglie non gli dava nessun appiglio.
Allora io comandai la cosa e gli dissi di far finta di essere venuto da noi di averla seguita e spiata e di fare gli opportuni complimenti dettati da me, mi ricordai anche del fatto dellŽaccavallamento delle gambe.
Le cose andarono meglio, anche se molto lentamente, fincheŽ per farla breve il romano riusciŽ a strapparle un appuntamento, sarebbe venuto lui giuŽ da noi un venerdiŽ pomeriggio e lŽincontro si doveva svolgere in una camera di albergo di un paesino non troppo vicino dal nostro.
A quel punto io e lui ci mettemmo dŽaccordo sul da farsi, allŽinizio avevo pensato di nascondermi in bagno e mentre lui cominciava a fare quello che io speravo, ma ne ero sicuro conoscendo mia moglie e visto dove erano arrivate le cose tra di loro, io sarei saltato fuori per partecipare attivamente a quel pomeriggio di sesso. Ma un dubbio mi assaliva, ed era la reazione di mia moglie alla eventuale mia presenza, in fin dei conti lei non sapeva niente e con me mostrava solo la facciata di donna pudica.
Il romano mi disse che avrebbe portato anche un suo amico con lui, in modo da poter eseguire comunque la fantasia che pensavo mia moglie desiderasse, se io non me la fossi sentita.
Io ero molto riluttante, ma avevo poco tempo per pensarci e decisi di dargli il mio assenso.
Quel pomeriggio io precedetti lŽarrivo di mia moglie allŽalbergo, conobbi il romano e il suo amico, erano due coatti, dal vivo erano molto rozzi nei modi, ma a quel punto il dado era tratto.
Io e il suo amico andammo nella camera e ci sistemammo nel bagnetto in attesa.
Il suo amico mi intratteneva parlandomi, ma io avevo la testa da un'altra parte, non vedevo lŽora che loro arrivassero e che soprattutto andasse tutto bene per non farmi attanagliare dai sensi di colpa. La porta della camera si apriŽ, sentii molto flebili le voci di lui e di mia moglie, infatti dalla camera da letto al bagnetto cŽera un piccolo corridoio, non sentivo cosa dicevano, ma avevo timore ad uscire per paura di essere visto.
Dopo 15 minuti mi sembrava che ci fosse troppo silenzio, lŽaltro romano insisteva per uscire almeno per vedere un poŽ la scena, aprii la porta piano e mi spostai sul piccolo corridoio, ma non si sentiva quasi niente, dei rumoretti e basta.
Allora mi feci piuŽ audace e piano piano, sempre con il timore di essere visto, feci capolino dalla porta che dava sulla camera. Vidi mia moglie coricata supina sul letto con la testa rivolta sulla parete, aveva la sottana tirata su, il culo scoperto, ed indosso le autoreggenti che le avevo comprato una volta e che non aveva messo mai in pubblico, solo qualche volta prima di scopare.
Lui le era sopra aveva solo i calzoni tirati un poŽ giuŽ il tanto per tirare fuori lŽuccello Che penetrava da dietro la fica di mia moglie. Io ero eccitato tantissimo, e la vista delle autoreggenti mi faceva supporre che anche lei si era preparata a dovere, la cosa mi aveva fatto passare in secondo piano il fatto che il romano con una mano teneva la bocca di mia moglie.
Lui la scopava con movimenti ritmici ed ogni tanto accelerava, e ad ogni accelerata un mugugno di lei soffocato.
Poi il silenzio interrotto da lui che le dice "ti piace eh, troia? Non negarlo!" e nel dirlo le toglie la mano dalla bocca. A quel punto sento mia moglie che gli dice "sei uno stronzo, sei uno stronzo" a quelle parole lui accelera la penetrazione e le ultime parole di lei le rimangono in gola sostituite dai mugolii.
Lui si volta ci vede e mi fa cenno che va tutto bene, ma non ne sono tanto sicuro, mi fa cenno di entrare, ma gli dico che aspetto un poŽ.
Poi le ordina di alzarsi sulle ginocchia e di mettersi a carponi, alla pecorina, lei esegue, e lui comincia a scoparla e palparle le tette, le cosce, i fianchi, lei immobile mugugna solo, il romano si volta ancora verso di me e mi strizza lŽocchio, io ho pensato in quel momento che era arrivato il mio turno, ma ero timoroso ancora.
"Adesso ti piace di piuŽ troia?" le dice e lei risponde "sei uno stronzo te la faroŽ pagare, fammi uscire di qui e te la faroŽ pagare".
Quelle parole mi inibirono completamente e rinunciai, nonostante il romano con dei gesti mi diceva di entrare, per il momento a partecipare.
CosiŽ peroŽ non fece il suo amico, che con uno strattone, mi scostò, aveva giaŽ il cazzo in mano, lei chiaramente non lo poteva vedere... il romano gli disse di aspettare un po', continuo' a scoparla da dietro e nel frattempo le prese la testa per i capelli.
A quel punto il suo amico le si paroŽ di fronte con il cazzo in mano, mia moglie alla vista dellŽaltro cercò di divincolarsi ma era tenuta stretta per i fianchi e soprattutto a forza per i capelli dal romano, che le diceva di stare calma e di fare la brava che non sarebbe successo niente, al contrario sarebbe successo un casino.
Lei non parlo piuŽ da quel momento non disse piuŽ una parola, il suo amico le appoggioŽ il cazzo sulle labbra, ma lei non apriva la bocca allora il romano diede un uno strattone ai suoi capelli allŽindietro dicendole di fare la brava, altrimenti......
Lei apri la bocca e comincioŽ prima a forza poi normalmente a fargli un pompino.
Glielo succhiò anche quando il romano le tolse la mano dai capelli, continuoŽ a succhiarlo, e lui ogni tanto le diceva brava, brava.
Mi sentivo un verme, ero nellŽincertezza di sapere se poi tutto questo a lei sarebbe piaciuto, non avevo piuŽ lŽintenzione di entrare e neanche loro mi notarono piuŽ ne mi fecero nessun segno.
Il romano levoŽ il suo cazzo dalla fica, e cominciò a leccargliela sempre da dietro, le aprì per bene la fessura come per farmela vedere: le stimolava il clitoride con un dito mentre con la lingua la penetrava, poi si spostò sul suo buchetto posteriore e cominciò a leccarglielo piano piano, a lei piaceva lo capivo dai movimenti irregolari della sua bocca sul cazzo dellŽaltro. Poi mise un dito sopra il suo culetto e comincioŽ ad agitarlo velocemente, la scena mi piacque: non glielo avevo mai fatto, lui si rialzoŽ le rimise il cazzo dentro la fica, pompoŽ un attimo poi fece un cenno al suo amico, lo tolse e mentre il suo amico le teneva forte le spalle e le braccia con ancora il cazzo in bocca di mia moglie, il romano le puntoŽ il cazzo nel culo, non lo vidi ma lo capii dopo, e con due colpetti lievi ed uno brusco glielo infiloŽ tutto dietro.
Mia moglie, che quando mi concedeva il suo culo diceva che lo faceva solo per me e che non le piaceva assolutamente, emise un mugugno di dolore, era tesissima la pelle le si era perlata di sudore, sicuramente freddo, tolse con rabbia il cazzo dellŽamico dalla bocca, ed emetteva piccole grida di dolore, non le potevo vedere la faccia ma penso che soffriva.
LŽaltro le spinse il cazzo verso la bocca ma lei lo tolse con una manata.
Allora il romano che non si era mosso dallŽultima pompata nel culo le disse che se non faceva la brava lŽavrebbero inculata violentemente prima lui e poi lŽaltro e che se invece si comportava bene, le prometteva di non fargli male.
Lei non rispose, allora comincioŽ piano piano a toccarla, prima i fianchi, poi i capelli, i seni le cosce ed intanto si muoveva poco poco per non fargli male.
Devo dire che in quellŽoccasione fu veramente delicato, comincio a muoversi piano piano, e fermarsi quando lei si irrigidiva, e riprendere quando tornava a rilassarsi.
Intanto lŽaltro le aveva rimesso il cazzo in bocca, peroŽ lei lo leccava in maniera distratta, sicuramente era concentrata sul didietro... lui prese a menarselo sempre con la punta sulla sua lingua, menandoselo furiosamente tanto da venire sul suo viso, questa volta non succhioŽ tutto, peroŽ lo tenne in bocca fino a che non lo vide ammosciarsi del tutto. Lui prese e andò al bagno a lavarsi.
Il romano le disse dolcemente che era stata brava e che ora se avesse voluto glielo avrebbe tolto dal culo anche subito, ma lei non rispose, lui glielo chiese di nuovo, una volta e unŽ altra, ma lei non gli disse niente, questa cosa mi eccitoŽ da morire, credo anche al romano che comincioŽ a stantuffarla, e dopo poco le sborroŽ nel culo urlando come un matto e coprendo, se ce ne fossero stati i mugugni di lei.
Lo tiroŽ fuoriŽ e mi guardò come se fosse un trofeo, io spaventato dalla situazione gli feci motto con un gesto che lŽavrei richiamato al telefono, e fuggii come un ladro.
Fuori era quasi buio, ripresi la macchina da dove lŽavevo nascosta, ma non andai subito via, volevo sincerarmi che lei fosse uscita subito dopo, ed infatti la vidi uscire trafelata prendere la sua macchina ed andarsene.
La sera ritardai lŽentrata a casa, feci in modo da essere il piuŽ normale possibile, temendo la sua reazione, sapevo benissimo che non mi avrebbe detto niente, ma ci speravo ancora, infatti era impassibile, si era cambiata, sembrava una sera come le altre. Cenammo, ed io quella sera non uscii, lei mi si addormentoŽ sulla spalla nel divano, non ebbi il coraggio di chiedere altro neŽ di fare allŽamore con lei, mi sentivo tremendamente in colpa.
In seguito il romano mi telefono piuŽ volte percheŽ voleva ripetere lŽesperienza, e che mia moglie non voleva piuŽ sentirlo, arrivoŽ persino alle minacce, dovetti farlo metterlo in guardia da un mio amico carabiniere e non mi scoccioŽ piuŽ.
Con rammarico non proseguii il mio discorso sul sesso con lei, avevo sciupato tutto, e tuttora ho un grande rimpianto, lŽunico vantaggio e che ora lei qualche volta mi chiede di mettergliolo dietro, ma certo eŽ una magra consolazione.


Chicco