L'amico





Non so quanto la storia mia e di mia moglie possa essere eroticamente valida, ma sicuramente è molto edificante, percheŽ non sempre le cose vanno per il verso giusto.
Siamo una coppia io 44 anni e lei 42 , giovanile e cosiddetta piacente, soprattutto lei.
Ci siamo conosciuti allŽeta di 18 anni e in quei tempi ho dovuto fare come tutti i giovani dŽallora, cioeŽ sudarmi tutto, dai primi baci e pomiciate, alle toccate da sopra e poi da sotto, ma anche dopo sposati le cose non erano cambiate, scopate sempre nella norma, bocchini allŽacqua di rosa, insomma ...era la mentalitaŽ dellŽepoca. Io non avevo ancora in mente niente di veramente trasgressivo anzi, per farvi capire come la pensavo, un giorno dŽestate lei era uscita con una canottiera senza reggiseno che con alcuni movimenti le scopriva il seno quasi per intero: io volli che si andasse a cambiare subito a casa.
Avevo anche la mia vita sessuale fuori dalla coppia, e soprattutto ero aiutato dal mio amico Marco.
Lui era un drago nellŽacchiappare le donne, soprattutto sposate, solo con il contatto telefonico, ancora non cŽerano i cellulari, le adulava e poi se le scopava con altissime percentuali di riuscita, io che non avevo la stessa abilitaŽ mi accontentavo di scopare quelle che lui mi passava e che sapeva essere particolarmente troie, cosi potevo esercitarmi nello scoprire i segreti del sesso, che se avessi aspettato mia moglie mi ci sarebbe voluto una vita.
Un giorno a casa di Marco eravamo parecchio eccitati per una telefonata da fare ad una bella fica, sposata ma che aveva la reputazione di donna integerrima e questo ci eccitava maggiormente. Marco prova a telefonare ma il telefono da' sempre occupato, aspettiamo un poŽ e poi riprova ma niente da fare, allora gli dico che sto facendo tardi e che devo andare a casa che se no mia moglie si incazza.
Lui mi dice che non posso perdermi quel momento "storico" e poi mi dice che avrebbe telefonato subito a mia moglie per dirgli che ritardavo, dicendomi cosiŽ mi alleno.
Presto fatto, chiama mia moglie e con il suo fare da paraculo, senza presentarsi, comincia a adularla, a dirgli che era affascinato da lei, che la vedeva tutti i giorni, mentre le parlava, mi faceva dei motti divertito, poi chiudendo la parte inferiore della cornetta, per non farsi sentire da lei, mi diceva che lei stava al gioco e che lŽaveva riconosciuto sicuramente.
Io ero tranquillo, ascoltavo divertito non mi passavano nessun brutto pensiero in mente, conoscevo mia moglie e sapevo come era rigida in queste cose, e poi odiava Marco, mi rimproverava sempre che passavo piuŽ tempo con lui che con lei.
Una cosa mi innervosiŽ, una frase di Marco detta da lui per rendere piuŽ interessante il gioco, le fece notare che gli piaceva quando accavallava le gambe che si vedevano in tutta la loro Lunghezza e qualche volta si intravedevano anche le mutandine. Questa frase mi infastidiŽ percheŽ in effetti era vero: mia moglie nellŽaccavallare le gambe faceva un gesto ampio con la gamba che scopriva tutto lŽinterno delle cosce, ed il fatto che la cosa fosse nota mi rompeva.

Poi Marco ad un certo punto mi dice, sempre facendo in modo di non farsi sentire da lei," percheŽ mentre la intrattengo non te ne torni a casa, cosiŽ vedi la scena dallŽaltra parte".
Uscii di fretta ed in 10 minuti ero in casa, ma mia moglie non era allŽapparecchio, e non mi disse niente, stessa cosa feci io , pensando che lo scherzo non gli fosse andato a genio, sempre per il fatto dellŽantipatia per Marco.
Il giorno dopo giaŽ non ci pensavo piuŽ, preso dalle mie attivitaŽ quotidiane. Premetto una cosa, io e marco quando facevamo le nostre scopate clandestine, usavamo la palestra di una scuola elementare, che di giorno era aperta, non facevamo altro che girare la maniglia della finestra che dava su un cortile nascosto, e la sera la spalancavamo da fuori e scavalcando ci introducevamo dentro , aprivamo la porta secondaria alla "vittima" di turno ed andavamo a scopare dentro la palestrina su dei comodi materassi, quelli che si usavano per il salto in alto, insomma si stava divinamente, anche percheŽ quelli non erano tempi da alberghetti, troppo pericoloso.
La settimana successiva, mia moglie mi dice che doveva uscire dopo cena percheŽ una sua amica aveva bisogno di lei per problemi personali... la cosa mi sembrava molto strana, lei di sera non voleva uscire mai, ma non era tanto la scusa ma il modo con cui me lo aveva detto, la conoscevo: cŽera sotto qualcosa, pensavo a qualche pettegolezzo con delle sue amiche di cui io ero contrario a che le frequentasse.
Quella sera lei usciŽ ed io anche me ne andai al solito bar con i soliti amici, tutti tranne Marco con cui avevo un appuntamento. Passava il tempo ma Marco non si vedeva, e fu in quel momento che mi venne in mente di andare a vedere se fosse andato nella palestrina con qualcuna, anche se me lo avrebbe detto visto che la usavamo tutti e due.
Entrai nel cortile che era quasi buio, la finestra era aperta, la scavalcai con premura senza farmi sentire in modo da non rovinargli lŽeventuale incontro, prima della porta che dava sulla palestra cŽera un corridoio che percorsi con cura, la porta era socchiusa, tentennai un poŽ prima di fare capolino poi piano piano assicurandomi che se lui ci fosse stato, fosse stato al solito posto cioeŽ in fondo sul materassone del salto in alto. La luce nella palestra era buona percheŽ le finestre erano grandi come quelle delle vecchie scuole e nonostante fossero calate le prime ombre della notte, eravamo in estate, la luce dei lampioni accesi anche se distanti che entrava da quelle enormi finestre rischiarava la palestrina, tanto che non ebbi nessun dubbio che la donna sul materassone con una camicietta aperta ed il seno fuori e le gambe nude accovacciate con solo le mutandine addosso, era mia moglie.
La testa era reclina sopra di lui, che sicuramente era Marco, ma io allŽinizio non potevo esserne sicuro percheŽ non vedevo il viso sprofondato nel materassone.
Lei gli stava sopra ed aveva in mano il suo cazzo, ma la cosa che piuŽ mi sorprese è che che se lo mettava in bocca, e glielo leccava; da giovane mi cŽera voluto un'eresia di tempo per convincerla a prendermelo in bocca ed ora la vedevo succhiare un altro cazzo come se niente fosse.
Dico la veritaŽ, se la scena non fosse stata tanto imbarazzante (io allŽinizio ero tuttŽaltro che eccitato, anzi ero furioso) sarei intervenuto e avrei fatto sicuramente un casino, ma vedere mia moglie che spompinava un'altra persona, mi frenoŽ... vidi anche che lo faceva come le avevo insegnato io, e siccome quando me li faceva la guardavo, vedevo che forse ci metteva anche piuŽ impegno.
Ero furioso ma impotente, mille cose mi passavano in mente, ma rimasi a guardare, oggi solo so percheŽ.
Dopo un poŽ lei comincio' a mugolare ed ad aiutarsi con le mani a moŽ di sega, e rivolta a lui disse " dai facciamolo"... lui le rispose "no non posso " lei continuo' a succhiarlo, ogni tanto ripeteva "dai facciamolo" ma lui niente.
ComincioŽ a muoversi piuŽ velocemente e mugolare di piuŽ... la conoscevo, era eccitatissima! AlzoŽ la testa e gli disse con voce rauca "mettimelo dentro la fica".
In quel momento, ora lo posso dire, ma liŽ per liŽ non me ne accorsi tanto ero incazzato, forse provai piacere: quelle parole che non riuscivo se non a forza e dopo molta insistenza a farmele dire durante le nostre scopate, le erano uscite senza nessun ritegno, e per il periodo e il tipo di donna che pensavo fosse mia moglie erano una grossa novitaŽ.
Quelle parole non eccitarono solo me, ma anche Marco, che tirando su la testa eccitatissimo (solo in quel momento fui sicurissimo che fosse lui) ebbe lŽirrigidimento di chi sta per venire... mia moglie se ne accorse e lo aiuto' con le sue mani a venirle in bocca.
Notai anche il gesto di lei, che con le dita si pulì il lato della bocca sporco del rimanente sperma, ma con mia enorme sorpresa lo rimise in bocca come se fosse cioccolata! Ero stupito: non vi dico quanto tempo avevo impiegato per farle ingoiare il mio sperma, e del resto fino a quel momento mi diceva che non le piaceva tanto farlo.
Poi prese quasi a forza la mano di lui, se le mise sulla fica e anche se non potei vederlo bene, penso la pentroŽ con le dita, tanto era eccitata che dopo pochi colpetti venne subito, mugolando tra i denti... la conoscevo bene, non urlava mai anche se a me piaceva, e mugoloŽ anche tanto le doveva essere piaciuto.
A quel punto Marco si alzoŽ e dopo un breve silenzio le disse che non aveva voluto fare lŽamore con lei, percheŽ io ero un suo grande amico (che bastardo!) e che scopare gli sembrava troppo, ma lei lo interruppe subito, dicendogli che non gliela avrebbe mai data neŽ prima, neŽ ora neŽ mai, e che aveva fatto questo, solo percheŽ, secondo lei, ora aveva in mano la possibilitaŽ di interrompere la nostra amicizia quando voleva e come voleva, finì anche per dirgli che non aveva niente in contrario che ci vedessimo ancora ma che se sapeva che facevamo cose a lei poco gradite, ora aveva la possibilitaŽ di troncare la nostra amicizia.
Io, conoscendola, sapevo che mentiva: lei sicuramente avrebbe voluto scopare eccome, stava mentendo solo per salvarsi la faccia.
Mentre si rivestivano ne approfittai per andarmene.
Quella sera rientrai in casa prima del solito, ma lei si comportoŽ come se non fosse successo nulla, niente emozioni, neinte imbarazzo, come se tutto quello che avevo visto era un sogno, andai in bagno e rovistai nella biancheria sporca e trovai le sue mutandine fradice di umori, come se avessi avuto bisogno della prova.
Nei giorni seguenti la controllai, pensavo allora per gelosia, per vedere se la cosa avesse avuto un seguito, ma fu come se non fosse successo nulla. Anche Marco non fece niente per indurmi al sospetto... peroŽ a poco a poco non mi fece partecipare piuŽ alle sue "scappatelle" telefoniche.
Il resto della mia storia alla prossima volta...

Chicco